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HOKUSAI. Il grande maestro dell’arte giapponese

Hokusai il grande maestro giapponese a Palazzo Bonaparte di Roma fino al 29 giugno. La più importante retrospettiva mai dedicata al maestro in Italia.

di Daniela Chessa

L’Incanto del “Mondo Fluttuante” di Hokusai travolge Palazzo Bonaparte a Roma. C’è un momento preciso, varcando la soglia di Palazzo Bonaparte, in cui il rumore del traffico di Piazza Venezia svanisce, sostituito dal fragore silenzioso di un’onda che non finisce mai di infrangersi. La mostra dedicata a Katsushika Hokusai non è solo un’esposizione; è un pellegrinaggio estetico nel cuore pulsante dell’Edo giapponese, curato con una precisione che rasenta la devozione. Definire Hokusai un semplice illustratore sarebbe un’eresia critica va definito come “Il Maestro dell’Instancabile Pennello”. Lui stesso, in tarda età, si firmava “Il vecchio pazzo per la pittura“. E la follia, quella divina, trasuda da ogni fibra delle xilografie in mostra.

Il percorso espositivo ci conduce per mano attraverso l’evoluzione di un artista che ha saputo rendere l’effimero eterno. Partendo dai tessuti e gli abiti che segna la crescita dei ceti urbani e delle botteghe specializzate che fanno del kimono e dell’obi l’identificazione, il carattere e la condizione nella società. Non mancano, ovviamente, i capolavori della serie “Trentasei vedute del Monte Fuji“, dove la montagna sacra appare ora come un gigante silente, ora come un dettaglio geometrico perso all’orizzonte. Per i giapponesi il Fuji è la montagna sacra e Hokusai dedica con devozione un’intera serie di opere, ben trentasei, che poi verranno ampliate da altre dieci. Il titolo fa riferimento a un pantheon iconico di trentasei poeti immortali della letteratura classica giapponese a sottolineare la sensibilità del maestro all’arte della poesia.

Ma è nella celeberrima “Grande Onda presso Kanagawa” che il visitatore sperimenta il sublime: quel contrasto tra la fragilità delle barche umane e la potenza artigliata dell’acqua che ha cambiato per sempre il corso dell’arte moderna, folgorando geni come Van Gogh e Debussy. Tra le immagini più celebri ha oltrepassato i confini della propria cultura diventando una vera e propria icona globale.

Foto dalla mostra di Palazzo Bonaparte Roma

Ciò che rende questa mostra a Palazzo Bonaparte davvero imprescindibile è l’attenzione ai dettagli meno “pop” ma profondamente spirituali:

I Surimono: Biglietti d’auguri raffinatissimi, dove l’uso di polveri d’oro e d’argento eleva la stampa a oggetto di lusso estremo.

Hokusai Manga: Una vera e propria enciclopedia visiva del reale. Vedere questi taccuini dal vivo significa comprendere la genesi del dinamismo grafico contemporaneo.

I Fantasmi e il Soprannaturale: Una sezione che esplora il lato oscuro e onirico dell’artista, tra spiriti vendicativi e creature del folklore, resa con una linea che taglia il foglio come una katana.

La scelta di Palazzo Bonaparte come cornice non è casuale. Il contrasto tra le sale barocche, cariche di stucchi e specchi, e il rigore compositivo delle stampe Ukiyo-e crea un cortocircuito visivo di rara bellezza. È un dialogo tra due mondi che si sono cercati e influenzati per secoli. Le opere, oltre 200, provengono dalla prestigiosa collezione del Museo Nazionale di Cracovia e per la prima volta vengono esposte in Italia.

Se il cielo mi avesse concesso altri cinque anni, sarei riuscito a diventare un vero pittore“, disse Hokusai sul letto di morte a novant’anni.

Davanti alla perfezione cromatica delle sue opere, restaurate con una cura che restituisce blu di Prussia vibranti e rossi profondi, viene da pensare che quel traguardo lo avesse già raggiunto molto prima.

Questa mostra non parla solo di arte giapponese; parla della ricerca dell’assoluto. Hokusai non disegnava oggetti, disegnava il loro spirito. Ogni linea è necessaria, ogni vuoto è pieno di significato.

Le sale interattive sono tra i momenti più emozionanti del percorso in quanto ci si sente parte delle opere, la sala delle cascate da un senso di serenità ma fa percepire in pieno anche la forza imponente della natura. L’acqua è indubbiamente l’elemento essenziale per la vita ma anche la grande fonte di ispirazione di Hokusai e nella serie “Un viaggio nelle cascate” si inizia ad entrare pienamente in sintonia con il viaggio professionale e umano dell’artista. Mentre quella di Ukiyo “Mondo fluttuante”, la più instagrammabile, si ispira alla Grande Onda ma è anche una metafora interiore e di grande impatto grazie al gioco di specchi e proiezioni: entrando si incontra la propria onda dove si può restare in superficie galleggiando oppure entrare in profondità affrontando il proprio drago dell’anima.

Il percorso finisce con i timbri. Una scelta davvero apprezzata in quanto abbraccia un’usanza tipica giapponese e che trae ispirazione dalla tradizione dei Goshuin ovvero il simbolo del passaggio dei visitatori nei templi. E anche noi abbiamo impresso il nostro per segnare la nostra esperienza tra le opere di Hokosai.

Per chiunque ami la bellezza che non urla ma sussurra, l’appuntamento a Palazzo Bonaparte è un obbligo morale.

HOKUSAI NON E’ SEMPLICEMENTE UN ARTISTA TRA GLI ALTRI NEL MONDO FLUTTUANTE E’ UN’ISOLA, UN CONTINENTE, UN MONDO TUTTO SUO” Edgard Degas