Dietro le quinte del tour “Oasis Live ’25”: immagini inedite, la prima intervista congiunta dopo decenni e l’abbraccio del pubblico per il grande ritorno del britpop.
Recensione di Daniela Chessa
Ci sono band che segnano un’epoca e poi ci sono gli Oasis, un fenomeno culturale che trascende la semplice musica per diventare un pezzo di storia collettiva. A partire da oggi, 10 settembre, le sale cinematografiche italiane accolgono in un’uscita speciale, preceduta da un’attesissima anteprima mondiale alla 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, Oasis: Don’t Look Back in Anger (distribuito da Disney+, prima dell’approdo in streaming sulla piattaforma entro la fine dell’anno). Prodotto da Magna Studios e Sony Music Vision, il documentario è ideato da una firma d’eccezione come Steven Knight (Peaky Blinders) e diretto dal duo Dylan Southern e Will Lovelace (Shut Up and Play the Hits).
La visione di ieri in anteprima stampa ha lasciato la sensazione di un’opera raccontata in modo impeccabile e con ritmi godibili. La regia non si limita a osservare, ma accompagna lo spettatore per mano, immergendolo totalmente in quel mondo irripetibile che è l’universo degli Oasis: una parabola di successo planetario iniziata negli anni novanta e mai davvero interrotta.
Al centro della narrazione c’è il tour di reunion “Oasis Live ’25”, celebrato come il più grande evento musicale dell’anno. Il film offre un accesso totale e senza filtri alle prove, al backstage e al palco, catturando le emozioni più autentiche della band e culminando nella prima, storica intervista congiunta di Noel e Liam Gallagher dopo oltre vent’anni. Ma ciò che rende il film profondamente umano è il racconto del loro rapporto: l’amicizia tra Liam e Noel che si ricompone sul palco, concerto dopo concerto, uscendo dalle tensioni del passato per diventare molto più forte di prima.
Il documentario si vive come un vero e proprio super concerto fatto di racconti, immagini inedite e vibrazioni fortissime. La pellicola dimostra visivamente come la musica sia uno straordinario elemento di unione: non solo tra i due storici leader, ma capace di azzerare le distanze tra intere generazioni e folle di sconosciuti, trasformando un evento cinematografico in un vero e proprio rito collettivo.
Un tributo speciale è riservato ai veri co-protagonisti dell’opera: i fan. Il documentario esplora con intensità il profondo impatto emotivo di questo fenomeno globale, dando voce e volto a chi vive la musica degli Oasis come una seconda pelle. Le storie e le emozioni del pubblico si fondono in un’unica, immensa voce all’unisono che nei live canta, salta e celebra i propri idoli, confermando che le parole di quei brani leggendari sono ormai intramontabili, cucite addosso a ognuno di loro.


