Skip links

“NON IMPORTA DOVE – La numerosa vita di Morgan”in anteprima alla Festa del Cinema di Roma 2026

Un ritratto intimo di un artista unico. Dapprima osannato e poi travolto dalla gogna mediatica, Morgan, artista senza compromessi, attraversa dolore e solitudine continuando a creare.

Dopo essere stato per anni al centro della scena musicale e televisiva italiana, Morgan viene progressivamente escluso da quel mondo che lo aveva osannato e trasformato in un personaggio mediatico. Lontano dai grandi palcoscenici e dalla televisione, continua però a creare incessantemente, non importa dove. Per due anni, il film entra nella sua vita con un accesso inedito e senza filtri, fino agli spazi più intimi della sua esistenza. La sua casa milanese, rifugio e archivio di una vita interamente consacrata all’arte, diventa il cuore di un racconto che attraversa quotidianità, affetti, musica e creazione, ma anche la solitudine e il grande dolore che ha segnato profondamente la sua vita. Uno sguardo intimo e ravvicinato restituisce l’artista oltre il personaggio: le sue contraddizioni, la fragilità, la forza e l’urgenza incessante di trasformare anche il dolore in arte. Un artista unico e senza compromessi, per il quale creare non è mai stata una scelta, ma una necessità. NON IMPORTA DOVE è un viaggio dentro l’universo privato e creativo di Morgan: il ritratto di un artista che, anche quando il mondo sembra voltargli le spalle, non smette di esistere attraverso la sua musica.

“Conosciamo Morgan da molto tempo. È un artista unico nel panorama nazionale, dotato di un carisma straordinario, che ha conosciuto il successo non solo come musicista e cantautore, ma anche come personaggio televisivo.” Hanno dichiarato i registi Francesco Fei e Consuelo Moschella “Abbiamo scelto di girare questo film nel momento in cui il mondo che per anni lo aveva celebrato sembrava avergli voltato le spalle. Ci siamo così avvicinati alla sua quotidianità, osservando ciò che accade lontano dalla scena e dall’immagine pubblica. Morgan ci ha permesso di farlo con grande generosità, mostrandosi senza riserve, con quella natura di performer che lo accompagna anche lontano dal palco. Il film è il ritratto intimo di un artista per cui la musica non è soltanto un mestiere o una forma di espressione, ma una necessità vitale: un modo per attraversare il dolore e la solitudine, per dare forma alla vita. Questo sguardo ha determinato anche il nostro approccio al film. Totalmente autoprodotto, il progetto adotta un approccio di ripresa leggero e flessibile, con la presenza alternata dei soli registi e un accesso diretto e continuativo al protagonista. Le riprese si sono sviluppate nell’arco di oltre due anni, seguendo l’evoluzione degli eventi e delle relazioni, tra vita privata e pubblica. La quotidianità, le performance musicali e i materiali d’archivio si intrecciano in un racconto che restituisce la complessità di una figura impossibile da ricondurre a un’unica definizione”.